L’ASSESSORE COMUNALE
Vista la deliberazione della G.C. n.16 del 31.01.2008 con la quale sono stati stabiliti i criteri per l’assegnazione del suolo pubblico in occasione della XXI Rassegna dei Vini Novelli 2008
Avvisa
che per la presentazione della richiesta per l’assegnazione degli spazi pubblici in occasione della suddetta rassegna , sono stabiliti i seguenti criteri:
le domande relative all’autorizzazione di occupazione di suolo pubblico devono essere presentate improrogabilmente dal 1° agosto e sino al trentesimo giorno antecedente la rassegna dei vini novelli;
le domande in questione pervenute prima della suddetta decorrenza non saranno prese in considerazione;
Le domande dovranno essere presentate con allegata tutta la documentazione necessaria ed in particolare:
a) DIA (da inoltrare alla ASL di competenza nei casi richiesti)
b) Ricevuta del versamento TOSAP
c) Domanda debitamente compilata secondo Fac Simile che sarà disponibile oltre che in
Comune, settore affari generali, anche nel sito Internet : www.comunemilis.net
d) L’assegnazione delle aree sarà effettuata tre giorni prima della data fissata per la
manifestazione a cura del Vigile Urbano, responsabile del procedimento e previa
comunicazione da parte dello stesso.
L’Assessore Comunale
(Sig. Deriu Antonello)
Domanda per assegnazione posti. - in formato .doc
Testo della news in formato .doc
Vista la deliberazione della G.C. n.16 del 31.01.2008 con la quale sono stati stabiliti i criteri per l’assegnazione del suolo pubblico in occasione della XXI Rassegna dei Vini Novelli 2008
Avvisa
che per la presentazione della richiesta per l’assegnazione degli spazi pubblici in occasione della suddetta rassegna , sono stabiliti i seguenti criteri:
le domande relative all’autorizzazione di occupazione di suolo pubblico devono essere presentate improrogabilmente dal 1° agosto e sino al trentesimo giorno antecedente la rassegna dei vini novelli;
le domande in questione pervenute prima della suddetta decorrenza non saranno prese in considerazione;
Le domande dovranno essere presentate con allegata tutta la documentazione necessaria ed in particolare:
a) DIA (da inoltrare alla ASL di competenza nei casi richiesti)
b) Ricevuta del versamento TOSAP
c) Domanda debitamente compilata secondo Fac Simile che sarà disponibile oltre che in
Comune, settore affari generali, anche nel sito Internet : www.comunemilis.net
d) L’assegnazione delle aree sarà effettuata tre giorni prima della data fissata per la
manifestazione a cura del Vigile Urbano, responsabile del procedimento e previa
comunicazione da parte dello stesso.
L’Assessore Comunale
(Sig. Deriu Antonello)
Domanda per assegnazione posti. - in formato .doc
Testo della news in formato .doc
Il Comune di Milis promuove in occasione dei vini novelli uno stand per la presentazione del laboratorio “antichi mestieri “svoltosi a Milis da Giugno ad Settembre, dove tre giovani hanno appreso le tecniche per la costruzione della cesta in ……………(Pischeddas)
Vini novelli – Assessorato alla cultura in collaborazione con la società “Morsi D’Arte “ organizzano:
estemporanea di pittura
che si svolgerà Domenica 11 Novembre presso l’anfiteatro di palazzoBoyl dove numerosi pittori si cimenteranno nella realizzazione di un opera.
estemporanea di pittura
che si svolgerà Domenica 11 Novembre presso l’anfiteatro di palazzoBoyl dove numerosi pittori si cimenteranno nella realizzazione di un opera.
Vini novelli
Dal dieci all’undici Novembre il Palazzo Boyl ospiterà esposizioni di artisti provenienti da diverse parti della Sardegna; pittori, scultori e espositori vari, vi sarà inoltre l’esposizione dei lavori realizzati dal progetto obbiettivo del centro aggregazione anziani, e durante le due giornate si potrà vedere la proiezione del filmato realizzato dai ragazzi del centro aggregazione di Casa Congiu dal titolo “Fadisca”, vi sarà inoltre una mostra di fotografie a cura dell’associazione umanitaria Emergenzi
Dal dieci all’undici Novembre il Palazzo Boyl ospiterà esposizioni di artisti provenienti da diverse parti della Sardegna; pittori, scultori e espositori vari, vi sarà inoltre l’esposizione dei lavori realizzati dal progetto obbiettivo del centro aggregazione anziani, e durante le due giornate si potrà vedere la proiezione del filmato realizzato dai ragazzi del centro aggregazione di Casa Congiu dal titolo “Fadisca”, vi sarà inoltre una mostra di fotografie a cura dell’associazione umanitaria Emergenzi
Programma 2007
Giovedì 8 - Venerdì 9 Novembre
Ore 16 - Casa Collu: Lavori di Commissione Degustazione
Presiede: Pina Pilloni Deidda - Associazione Italianza Sommeliers
Sabato 10 Novembre
Ore 9,30 - Palazzo Boyl: Convegno Tecnico sulla Vitivinicoltura
a cura di Laore Sardegna e dell'AIS
Coordina: Piero Luciano, Presidente Facoltà di Agraria Università di Sassari
Saluto del Sindaco di Milis Antonio Mastinu
Interventi e comunicazioni:
Renzo Coghe, Assessore Attività Produttive della Provincia di Oristano
Antonello Solinas, Vice Presidente GAL MBS
Pietrino Scanu, Presidente della Camera di Commercio di Oristano
-L'esperienza di Villa Banfi - Remo Grassi, Direttore Commerciale
-Un Milese in Bulgaria - Testimonianza di Alberto Vacca
-Bilancio dei Vent'anni della Commisione di Degustazione
a cura dell'associazione Italiana Sommeliers, sezione Sardegna
-Consegna Targhe e attestati alle cantine produttrici di Vini Novelli
Conclusioni:
Franco Foddis, Assessore Regionaledell'Agricoltura e Riforma Agropastorale
Ore 11,30 - Palazzo Boyl - Il Novello va in scana
Ore 16,00 - Degustazione Novelli 2007 e Percorsi del Gusto - Piazze del Centro storico
Domenica 11 Novembre
Ore 16,00 - Degustazione Novelli 2007 e Percorsi del Gusto - Piazze del Centro storico
Ore 18,30 - Anfiteatro Palazzo Boyl - Serata Musicale
Ore 21,00 - Chiusura della rassegna
Degustazioni guidate a cura dell'Associazione Italianza Sommeliers
9-10-11 Novembre Palazzo Boyl
Mostra Novelli 2007 - Rassegna vini di Sardegna (3a Edizione)
Mostra del Gioiello e del Costume Sardo
Esposizione d'Arte, Associazione Culturale Morsi D'Arte - Oristano
Flora e Fauna, Mostra a Cura dell'Ente Foreste
Giovedì 8 - Venerdì 9 Novembre
Ore 16 - Casa Collu: Lavori di Commissione Degustazione
Presiede: Pina Pilloni Deidda - Associazione Italianza Sommeliers
Sabato 10 Novembre
Ore 9,30 - Palazzo Boyl: Convegno Tecnico sulla Vitivinicoltura
a cura di Laore Sardegna e dell'AIS
Coordina: Piero Luciano, Presidente Facoltà di Agraria Università di Sassari
Saluto del Sindaco di Milis Antonio Mastinu
Interventi e comunicazioni:
Renzo Coghe, Assessore Attività Produttive della Provincia di Oristano
Antonello Solinas, Vice Presidente GAL MBS
Pietrino Scanu, Presidente della Camera di Commercio di Oristano
-L'esperienza di Villa Banfi - Remo Grassi, Direttore Commerciale
-Un Milese in Bulgaria - Testimonianza di Alberto Vacca
-Bilancio dei Vent'anni della Commisione di Degustazione
a cura dell'associazione Italiana Sommeliers, sezione Sardegna
-Consegna Targhe e attestati alle cantine produttrici di Vini Novelli
Conclusioni:
Franco Foddis, Assessore Regionaledell'Agricoltura e Riforma Agropastorale
Ore 11,30 - Palazzo Boyl - Il Novello va in scana
Ore 16,00 - Degustazione Novelli 2007 e Percorsi del Gusto - Piazze del Centro storico
Domenica 11 Novembre
Ore 16,00 - Degustazione Novelli 2007 e Percorsi del Gusto - Piazze del Centro storico
Ore 18,30 - Anfiteatro Palazzo Boyl - Serata Musicale
Ore 21,00 - Chiusura della rassegna
Degustazioni guidate a cura dell'Associazione Italianza Sommeliers
9-10-11 Novembre Palazzo Boyl
Mostra Novelli 2007 - Rassegna vini di Sardegna (3a Edizione)
Mostra del Gioiello e del Costume Sardo
Esposizione d'Arte, Associazione Culturale Morsi D'Arte - Oristano
Flora e Fauna, Mostra a Cura dell'Ente Foreste
Segni del Tempo e della Memoria -- L'incontro tra due Comunità
Milis e Cabras propongono "Su Pischi in Cadiu" 2^ Edizione Muggini arrosto alla maniera antica
Milis Sabato 28 Luglio 2007 Ore 11,00-23,00 Parco San Paolo
Da una comune intuizione tra a Pro Loco di Milis e la dirigenza del Centro ERSAT di Oristano e nell'ambito delle manifestazioni "Segni del Tempo e della Memoria" lo scorso anno è stata organizzata la prima edizione dell'evento richiamato con il concorso del Nuovo Consorzio Cooperative Pontis di Cabras e i Comuni di Milis e Cabras.
In relazione al successo e all'interesse suscitato l'evento sarà riproposto il prossimo 28 luglio a Milis, secondo lo schema organizzativo già collaudato.
Previsto anche l'abbinamento con i Vini Bianchi e Rosati di 9 Cantine dell'Oristanese mentre l'area di svolgimento sarà sempre quella del Parco San Paolo, opportunamente attrezzata.
NOTA
Sabato 28 luglio, dalle 11,00 alle 23,00 nell'Area attrezzata del Parco San Paolo, l'Associazione Turistica Pro Loco, d'intesa con il Nuovo Consorzio Cooperative "Pontis" di Cabras, proporrà la seconda edizione dedicata a "Su Pischi in Cadiu", ovvero i muggini arrosto alla maniera antica così come nel passato era in uso tra i commercianti milesi dopo averli acquistati nella Peschiera "Pontis" di Cabras.
Il procedimento consisteva nell'arrosto dei muggini all'aperto e, successivamente, cosparsi di sale, venivano sistemati su un letto di foglie verdi di canne palustri, all'interno di cesti "cadiu" per essere poi trasportati e venduti nelle grandi feste popolari della Sardegna.
I curiosi e gli appassionati potranno assistere a quello che si presenta come un vero e proprio rituale sin dal pomeriggio di giovedì 26 e venerdì 27 luglio, inizio alle ore 19.00, nello spazio esterno della sede della Pro Loco in piazza Sant'Agostino, dove avranna luogo i primi arrosti.
L'obiettivo è quello di riproporre l'antica consuetudine tesa a ricordare il valore delle nostre tradizioni e contribuire a valorizzare la tipica produzione dei muggini di Cabras e in questo l'idea della Pro Loco, sin dallo scorso anno, è stata condivisa e sostenuta dal Consorzio "Pontis", dall'Ersat, dal Comune di Milis e da quello di Cabras.
L'intendimento è anche quello di proseguire l'abbinamento tra i muggini di Cabras e la gamma dei vini bianchi e rosati delle Cantine dell'Oristanese che saranno esposti e serviti nei gazebo attrezzati mentre un'apposita area sarà riservata alle degustazioni, consumazioni e vendita dei muggini..
Il Presidente
Milis 5 Luglio 07
Saverio Mastinu -
*rif. telefonico 3392695092 *
Milis e Cabras propongono "Su Pischi in Cadiu" 2^ Edizione Muggini arrosto alla maniera antica
Milis Sabato 28 Luglio 2007 Ore 11,00-23,00 Parco San Paolo
Da una comune intuizione tra a Pro Loco di Milis e la dirigenza del Centro ERSAT di Oristano e nell'ambito delle manifestazioni "Segni del Tempo e della Memoria" lo scorso anno è stata organizzata la prima edizione dell'evento richiamato con il concorso del Nuovo Consorzio Cooperative Pontis di Cabras e i Comuni di Milis e Cabras.
In relazione al successo e all'interesse suscitato l'evento sarà riproposto il prossimo 28 luglio a Milis, secondo lo schema organizzativo già collaudato.
Previsto anche l'abbinamento con i Vini Bianchi e Rosati di 9 Cantine dell'Oristanese mentre l'area di svolgimento sarà sempre quella del Parco San Paolo, opportunamente attrezzata.
NOTA
Sabato 28 luglio, dalle 11,00 alle 23,00 nell'Area attrezzata del Parco San Paolo, l'Associazione Turistica Pro Loco, d'intesa con il Nuovo Consorzio Cooperative "Pontis" di Cabras, proporrà la seconda edizione dedicata a "Su Pischi in Cadiu", ovvero i muggini arrosto alla maniera antica così come nel passato era in uso tra i commercianti milesi dopo averli acquistati nella Peschiera "Pontis" di Cabras.
Il procedimento consisteva nell'arrosto dei muggini all'aperto e, successivamente, cosparsi di sale, venivano sistemati su un letto di foglie verdi di canne palustri, all'interno di cesti "cadiu" per essere poi trasportati e venduti nelle grandi feste popolari della Sardegna.
I curiosi e gli appassionati potranno assistere a quello che si presenta come un vero e proprio rituale sin dal pomeriggio di giovedì 26 e venerdì 27 luglio, inizio alle ore 19.00, nello spazio esterno della sede della Pro Loco in piazza Sant'Agostino, dove avranna luogo i primi arrosti.
L'obiettivo è quello di riproporre l'antica consuetudine tesa a ricordare il valore delle nostre tradizioni e contribuire a valorizzare la tipica produzione dei muggini di Cabras e in questo l'idea della Pro Loco, sin dallo scorso anno, è stata condivisa e sostenuta dal Consorzio "Pontis", dall'Ersat, dal Comune di Milis e da quello di Cabras.
L'intendimento è anche quello di proseguire l'abbinamento tra i muggini di Cabras e la gamma dei vini bianchi e rosati delle Cantine dell'Oristanese che saranno esposti e serviti nei gazebo attrezzati mentre un'apposita area sarà riservata alle degustazioni, consumazioni e vendita dei muggini..
Il Presidente
Milis 5 Luglio 07
Saverio Mastinu -
*rif. telefonico 3392695092 *
XIX RASSEGNA DEI VINI NOVELLI DELLA SARDEGNA
Milis 9, 10, 11, 12 novembre 2006
Sabato 11 novembre 2006
Palazzo Boyl: Convegno Tecnico a cura dell’ERSAT
Coordinatore: prof Sergio Vacca.
Relatori:
Dottor Stefano Raimondi, direttore dell’ufficio vini e bevande dell’Istituto per il commercio estero: “L’export del settore enologico: un modo per esportare e comunicare tradizioni, cultura e storia di un popolo”;
Dottoressa Antonella Usai, direttrice del museo del vino di Berchidda: “Il Novello in Sardegna: un appuntamento autunnale che propone itinerari alla scoperta della nuova annata e dei luoghi del vino”;
Dottoressa Pina Pilloni Deidda, presidentessa dell’Associazione Regionale Sommeliers: “Risultati della Commissione d’assaggio”;
CONTRIBUTI di:
Dottor Renzo Coghe, assessore dell’agricoltura della provincia di Oristano;
Dottor Pietrino Scanu, presidente della Camera di Commercio di Oristano;
Dottor Franco Foddis, assessore dell’agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna.
SALUTO DI APERTURA DEL SINDACO DOTTOR GIOVANNI CROBE
Buon giorno a tutti, e ben venuti a questa nostra diciannovesima rassegna dei vini novelli della Sardegna: a me piace chiamarla “La festa dei vini novelli della Sardegna”. Ci tengo a sottolinearlo, perché questa non è una delle tante feste sarde, è l’unica festa dei vini novelli della Sardegna, celebrata con la cura attenta e solenne che merita.
Un saluto particolare rivolgo all’assessore regionale dell’agricoltura Franco Foddis, che in questo momento sopporta con coraggio tutto il peso di un settore che io ritengo sia ancora il più importante settore socio-economico della Sradegna, così come rivolgo un saluto particolare all’assessore provinciale dell’agricoltura Renzo Coghe e al presidente della Camera di Commercio della Provincia di Oristano Pietrino Scanu. Loro daranno certamente un notevole contributo a questo incontro.
Come è consuetudine ormai da ben diciannove anni, la rassegna si apre con un questo convegno di notevole importanza scientifica. Curato dall’ERSAT di Oristano, sotto la guida del direttore Marcello Onorato, vede l’apporto di relatori di grande prestigio ad incominciare da Stefano Raimondi, direttore dell’ufficio vini e bevande dell’Istituto per il commercio estero, per continuare con Antonella Usai, direttrice del museo del vino di Berchidda, Pina Pilloni Deidda, presidentessa dell’Associazione Regionale Sommeliers, assistita dai colleghi sommeliers che con lei hanno fatto parte della commissione di degustazione.
Il convegno è certamente il cuore e la mente della manifestazione. L’aspetto fisico, materiale, è la degustazione dei vini. Fanno da contorno altre varie iniziative, tutte di particolare interesse. Questo stesso palazzo Boyl ospita, per esempio, ben tre mostre di pittura, una esposizione di tappeti, l’esposizione degli arredi utilizzati dagli anziani del centro comunale di aggregazione sociale in occasione della realizzazione di un interessantissimo filmato sulla ricostruzione di un evento storico locale dei moti del 1794 con la rievocazione di usi e costumi di quel periodo, oltre alla mostra permanente del gioiello e del costume sardi ed al museo comunale etnografico.
La presenza nel palazzo delle mostre di pittura mi ispira, se me lo permettete, a dare una pennellata virtuale di sottofondo al convegno, una pennellata di natura ambientale, sotto due profili: uno per così dire bucolico e l’altro antropologico. Quello bucolico è ispirato dal fatto che il vino, e quindi anche il vino novello, è il prodotto per eccellenza dell’uva e l’uva è il prodotto della vite. La vite costituisce molta parte della verde chioma della nostra Italia e della nostra bella Sardegna. Ma, ahimè, nel recente passato, suggestionati da una certa politica comunitaria che sollecitava gli agricoltori a spiantare i vigneti per contenerne la superficie entro precisi parametri, si è proceduto a tosare abbondantemente questa chioma col risultato di aver certamente impoverito il nostro ambiente verde a fronte di un risultato economico che io non sono in grado di valutare in termini di vantaggio o svantaggio per la nostra viticoltura. Il profilo antropologico, più precisamente quello culturale, mi viene in mente pensando a chi sostiene che il vino novello non sia “vino”, ma qualcosa di diverso da esso. E’ vero, il vino novello si è affacciato relativamente da poco nelle nostre abitudini sarde, da circa venti anni. Ma è un alimento che conquista spazi sempre maggiori di anno in anno anche in Sardegna. Oggi, guarda caso, è San Martino. Per San Martino ogni mosto è vino. I nostri vignaioli erano soliti in questo giorno, e lo sono tuttora, andare in cantina e spillare un po’ di vino dalle loro botti almeno per accertarsi dello stato di maturazione e della sue promettenti qualità. Venendo qui, questa mattina, ho avuto il piacere di vedere che continua nei nostri abitati la tradizione, quasi goliardica, di apporre fascine di canne fresche alle porte delle abitazioni di personaggi più o meno noti per essere cultori di Bacco. Né è venuta meno l’usanza di approvvigionarsi nel nostro mondo agricolo della bevanda detta “pirizzolu” o “piricciolu” o “binizzolu”, etc., classificato come “vinello” ( che è tutt’altra cosa dal vino novello) da incominciare a bersi a poca distanza dalla vendemmia in attesa che il nuovo mosto diventi vino. Stiamo tranquilli quindi: la tradizione continua. E nulla vieta che essa si arricchisca di questo nuovo alimento. Piace, è gradito soprattutto dai giovani, con la sua freschezza porta soldi freschi ai nostri produttori dopo un anno di fatiche. E via! Accogliamolo festosi, perché dobbiamo, sì, conservare le cose del passato ma dobbiamo anche costruire e fare cose nuove, con l’accortezza di integrare bene le une nelle altre.
Infine debbo fare la parte del frate questuante che i colleghi dell’amministrazione comunale mi attribuiscono.
Signor assessore della Regione Autonoma della Sardegna, so bene che le scarse risorse di cui dispone anche la Regione costringono ai tagli finanziari che tanto fanno soffrire i comuni, soprattutto i piccoli comuni come il nostro. Ripeto, questa è la festa regionale dei vini novelli della Sardegna. Ebbene, chiedo un occhio di riguardo. Non tagliateci il vostro contributo. Anzi, vi chiedo di incrementarlo se vogliamo mantenere viva questa rassegna. Mi chiedo come sia possibile spendere migliaia e migliaia di euro per portare fuori dalla Sardegna e fuori dall’Italia i nostri prodotti agro alimentare da far conoscere ad un mercato che certamente ha grandi potenzialità per un ritorno a favore della nostra economia ma si lesinino, invece, poche migliaia di euro a favore di queste manifestazioni. Sarebbe opportuno, anzi, sperimentare, per esempio, anche nuove strade, incrementando queste nostre iniziative locali e incentivando la presenza a queste manifestazioni di ospiti provenienti da quei paesi. I nostri prodotti sarebbero certamente più apprezzati se gustati nei loro ambienti naturali e se ne avrebbe anche un notevole incremento turistico: due piccioni con una fava, in somma.
Grazie per l’attenzione che mi avete prestato e passo la parola al coordinatore del convegno, il milese Sergio Vacca.
SALUTO DI CHIUSURA DEL SINDACO DOTTOR GIOVANNI CROBE
Bene!
Abbiamo trascorso insieme più di tre ore e non ci siamo accorti del tempo, tanto sono stati interessanti i discorsi fatti. Io sono veramente soddisfatto di questo convegno, sia per l’eccellenza delle relazioni sia per i preziosi contributi dell’assessore provinciale dell’agricoltura, del presidente della Camera di Commercio di Oristano e, lasciatemelo dire, soprattutto dell’assessore regionale dell’agricoltura che ci ha fatto un quadro completo di come si muove attualmente la politica agricola regionale. Un particolare ringraziamento alla presidentessa dei sommeliers per aver ricordato il sommelier Ernesto Collu che venti anni fa, insieme con gli amici Paolo Mastinu, Mino Bagnolo ed altri, hanno dato inizio a queste manifestazioni annuali.
All’inizio ho pensato che la mia pennellata di sottofondo ambientalistico fosse fuori luogo, ma i continui richiami del prof. Vacca alla necessità di prestare attenzione all’ambiente nelle nostre attività sul territorio, come pure i richiami che ne sono venuti da altri interventi, mi hanno confortato. Ringrazio Sergio per aver condotto con vera maestria questo convegno e per il contributo dato durante il suo svolgimento con puntualizzazioni scientifiche su ciascuna relazione. Interessantissima la proposta che viene dal gruppo dei sommeliers. Nel richiamare l’attenzione sul fatto che la prossima edizione della rassegna celebrerà i venti anni della sua istituzione, i sommeliers propongono all’amministrazione comunale di celebrare l’evento con una manifestazione di stima nei confronti dei produttori di novello più affezionati alla rassegna. Io raccolgo l’invito e, compatibilmente con le risorse disponibili, sarà fatto. Speriamo che i nostri contribuenti istituzionali della rassegna (Regione, Provincia e Camera di Commercio) abbiano anche loro maggiori risorse per aiutarci a farlo.
Alla Proloco di Milis va dato atto che l’organizzazione apprestata è tale da far ritenere che anche questa edizione sarà di sicuro successo. Grazie al suo presidente Severio Mastinu e a tutti i suoi collaboratori, che ogni anno si accollano l’onere dell’organizzazione. E grazie all’ERSAT di Oristano, al suo direttore Marcello Onorato e ai suoi collaboratori. L’organizzazione di questo convegno e la mostra dei vini novelli, unitamente alla mostra, per il secondo anno, di varie bottiglie della produzione dei vini di alcune cantine sarde,è dovuta alla loro appassionata e competente opera. La mostra dei vini è allestita al piano terra dell’ala Ovest di questo palazzo. La sua visita è di grande interesse.
Io ringrazio, a nome dell’amministrazione comunale, tutti i relatori e tutti i partecipanti. L’appuntamento per tutti è al prossimo anno, per celebrare insieme il ventesimo anniversario della rassegna.
Tutti siamo invitati alla degustazione guidata di uno dei novelli presenti alla rassegna. Non mancate di visitare il palazzo, le mostre in esso allestite, ed il nostro centro abitato. Stasera festa per tutti tra gli stands dei novelli, con le caldarrosto e altri cibi della nostra trazione.
Grazie ancora a tutti e arrivederci al prossimo anno.
Milis 9, 10, 11, 12 novembre 2006
Sabato 11 novembre 2006
Palazzo Boyl: Convegno Tecnico a cura dell’ERSAT
Coordinatore: prof Sergio Vacca.
Relatori:
Dottor Stefano Raimondi, direttore dell’ufficio vini e bevande dell’Istituto per il commercio estero: “L’export del settore enologico: un modo per esportare e comunicare tradizioni, cultura e storia di un popolo”;
Dottoressa Antonella Usai, direttrice del museo del vino di Berchidda: “Il Novello in Sardegna: un appuntamento autunnale che propone itinerari alla scoperta della nuova annata e dei luoghi del vino”;
Dottoressa Pina Pilloni Deidda, presidentessa dell’Associazione Regionale Sommeliers: “Risultati della Commissione d’assaggio”;
CONTRIBUTI di:
Dottor Renzo Coghe, assessore dell’agricoltura della provincia di Oristano;
Dottor Pietrino Scanu, presidente della Camera di Commercio di Oristano;
Dottor Franco Foddis, assessore dell’agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna.
SALUTO DI APERTURA DEL SINDACO DOTTOR GIOVANNI CROBE
Buon giorno a tutti, e ben venuti a questa nostra diciannovesima rassegna dei vini novelli della Sardegna: a me piace chiamarla “La festa dei vini novelli della Sardegna”. Ci tengo a sottolinearlo, perché questa non è una delle tante feste sarde, è l’unica festa dei vini novelli della Sardegna, celebrata con la cura attenta e solenne che merita.
Un saluto particolare rivolgo all’assessore regionale dell’agricoltura Franco Foddis, che in questo momento sopporta con coraggio tutto il peso di un settore che io ritengo sia ancora il più importante settore socio-economico della Sradegna, così come rivolgo un saluto particolare all’assessore provinciale dell’agricoltura Renzo Coghe e al presidente della Camera di Commercio della Provincia di Oristano Pietrino Scanu. Loro daranno certamente un notevole contributo a questo incontro.
Come è consuetudine ormai da ben diciannove anni, la rassegna si apre con un questo convegno di notevole importanza scientifica. Curato dall’ERSAT di Oristano, sotto la guida del direttore Marcello Onorato, vede l’apporto di relatori di grande prestigio ad incominciare da Stefano Raimondi, direttore dell’ufficio vini e bevande dell’Istituto per il commercio estero, per continuare con Antonella Usai, direttrice del museo del vino di Berchidda, Pina Pilloni Deidda, presidentessa dell’Associazione Regionale Sommeliers, assistita dai colleghi sommeliers che con lei hanno fatto parte della commissione di degustazione.
Il convegno è certamente il cuore e la mente della manifestazione. L’aspetto fisico, materiale, è la degustazione dei vini. Fanno da contorno altre varie iniziative, tutte di particolare interesse. Questo stesso palazzo Boyl ospita, per esempio, ben tre mostre di pittura, una esposizione di tappeti, l’esposizione degli arredi utilizzati dagli anziani del centro comunale di aggregazione sociale in occasione della realizzazione di un interessantissimo filmato sulla ricostruzione di un evento storico locale dei moti del 1794 con la rievocazione di usi e costumi di quel periodo, oltre alla mostra permanente del gioiello e del costume sardi ed al museo comunale etnografico.
La presenza nel palazzo delle mostre di pittura mi ispira, se me lo permettete, a dare una pennellata virtuale di sottofondo al convegno, una pennellata di natura ambientale, sotto due profili: uno per così dire bucolico e l’altro antropologico. Quello bucolico è ispirato dal fatto che il vino, e quindi anche il vino novello, è il prodotto per eccellenza dell’uva e l’uva è il prodotto della vite. La vite costituisce molta parte della verde chioma della nostra Italia e della nostra bella Sardegna. Ma, ahimè, nel recente passato, suggestionati da una certa politica comunitaria che sollecitava gli agricoltori a spiantare i vigneti per contenerne la superficie entro precisi parametri, si è proceduto a tosare abbondantemente questa chioma col risultato di aver certamente impoverito il nostro ambiente verde a fronte di un risultato economico che io non sono in grado di valutare in termini di vantaggio o svantaggio per la nostra viticoltura. Il profilo antropologico, più precisamente quello culturale, mi viene in mente pensando a chi sostiene che il vino novello non sia “vino”, ma qualcosa di diverso da esso. E’ vero, il vino novello si è affacciato relativamente da poco nelle nostre abitudini sarde, da circa venti anni. Ma è un alimento che conquista spazi sempre maggiori di anno in anno anche in Sardegna. Oggi, guarda caso, è San Martino. Per San Martino ogni mosto è vino. I nostri vignaioli erano soliti in questo giorno, e lo sono tuttora, andare in cantina e spillare un po’ di vino dalle loro botti almeno per accertarsi dello stato di maturazione e della sue promettenti qualità. Venendo qui, questa mattina, ho avuto il piacere di vedere che continua nei nostri abitati la tradizione, quasi goliardica, di apporre fascine di canne fresche alle porte delle abitazioni di personaggi più o meno noti per essere cultori di Bacco. Né è venuta meno l’usanza di approvvigionarsi nel nostro mondo agricolo della bevanda detta “pirizzolu” o “piricciolu” o “binizzolu”, etc., classificato come “vinello” ( che è tutt’altra cosa dal vino novello) da incominciare a bersi a poca distanza dalla vendemmia in attesa che il nuovo mosto diventi vino. Stiamo tranquilli quindi: la tradizione continua. E nulla vieta che essa si arricchisca di questo nuovo alimento. Piace, è gradito soprattutto dai giovani, con la sua freschezza porta soldi freschi ai nostri produttori dopo un anno di fatiche. E via! Accogliamolo festosi, perché dobbiamo, sì, conservare le cose del passato ma dobbiamo anche costruire e fare cose nuove, con l’accortezza di integrare bene le une nelle altre.
Infine debbo fare la parte del frate questuante che i colleghi dell’amministrazione comunale mi attribuiscono.
Signor assessore della Regione Autonoma della Sardegna, so bene che le scarse risorse di cui dispone anche la Regione costringono ai tagli finanziari che tanto fanno soffrire i comuni, soprattutto i piccoli comuni come il nostro. Ripeto, questa è la festa regionale dei vini novelli della Sardegna. Ebbene, chiedo un occhio di riguardo. Non tagliateci il vostro contributo. Anzi, vi chiedo di incrementarlo se vogliamo mantenere viva questa rassegna. Mi chiedo come sia possibile spendere migliaia e migliaia di euro per portare fuori dalla Sardegna e fuori dall’Italia i nostri prodotti agro alimentare da far conoscere ad un mercato che certamente ha grandi potenzialità per un ritorno a favore della nostra economia ma si lesinino, invece, poche migliaia di euro a favore di queste manifestazioni. Sarebbe opportuno, anzi, sperimentare, per esempio, anche nuove strade, incrementando queste nostre iniziative locali e incentivando la presenza a queste manifestazioni di ospiti provenienti da quei paesi. I nostri prodotti sarebbero certamente più apprezzati se gustati nei loro ambienti naturali e se ne avrebbe anche un notevole incremento turistico: due piccioni con una fava, in somma.
Grazie per l’attenzione che mi avete prestato e passo la parola al coordinatore del convegno, il milese Sergio Vacca.
SALUTO DI CHIUSURA DEL SINDACO DOTTOR GIOVANNI CROBE
Bene!
Abbiamo trascorso insieme più di tre ore e non ci siamo accorti del tempo, tanto sono stati interessanti i discorsi fatti. Io sono veramente soddisfatto di questo convegno, sia per l’eccellenza delle relazioni sia per i preziosi contributi dell’assessore provinciale dell’agricoltura, del presidente della Camera di Commercio di Oristano e, lasciatemelo dire, soprattutto dell’assessore regionale dell’agricoltura che ci ha fatto un quadro completo di come si muove attualmente la politica agricola regionale. Un particolare ringraziamento alla presidentessa dei sommeliers per aver ricordato il sommelier Ernesto Collu che venti anni fa, insieme con gli amici Paolo Mastinu, Mino Bagnolo ed altri, hanno dato inizio a queste manifestazioni annuali.
All’inizio ho pensato che la mia pennellata di sottofondo ambientalistico fosse fuori luogo, ma i continui richiami del prof. Vacca alla necessità di prestare attenzione all’ambiente nelle nostre attività sul territorio, come pure i richiami che ne sono venuti da altri interventi, mi hanno confortato. Ringrazio Sergio per aver condotto con vera maestria questo convegno e per il contributo dato durante il suo svolgimento con puntualizzazioni scientifiche su ciascuna relazione. Interessantissima la proposta che viene dal gruppo dei sommeliers. Nel richiamare l’attenzione sul fatto che la prossima edizione della rassegna celebrerà i venti anni della sua istituzione, i sommeliers propongono all’amministrazione comunale di celebrare l’evento con una manifestazione di stima nei confronti dei produttori di novello più affezionati alla rassegna. Io raccolgo l’invito e, compatibilmente con le risorse disponibili, sarà fatto. Speriamo che i nostri contribuenti istituzionali della rassegna (Regione, Provincia e Camera di Commercio) abbiano anche loro maggiori risorse per aiutarci a farlo.
Alla Proloco di Milis va dato atto che l’organizzazione apprestata è tale da far ritenere che anche questa edizione sarà di sicuro successo. Grazie al suo presidente Severio Mastinu e a tutti i suoi collaboratori, che ogni anno si accollano l’onere dell’organizzazione. E grazie all’ERSAT di Oristano, al suo direttore Marcello Onorato e ai suoi collaboratori. L’organizzazione di questo convegno e la mostra dei vini novelli, unitamente alla mostra, per il secondo anno, di varie bottiglie della produzione dei vini di alcune cantine sarde,è dovuta alla loro appassionata e competente opera. La mostra dei vini è allestita al piano terra dell’ala Ovest di questo palazzo. La sua visita è di grande interesse.
Io ringrazio, a nome dell’amministrazione comunale, tutti i relatori e tutti i partecipanti. L’appuntamento per tutti è al prossimo anno, per celebrare insieme il ventesimo anniversario della rassegna.
Tutti siamo invitati alla degustazione guidata di uno dei novelli presenti alla rassegna. Non mancate di visitare il palazzo, le mostre in esso allestite, ed il nostro centro abitato. Stasera festa per tutti tra gli stands dei novelli, con le caldarrosto e altri cibi della nostra trazione.
Grazie ancora a tutti e arrivederci al prossimo anno.
Feste e sagre da non perdere
Per essere un paese di modeste dimensioni, Milis
nell’ arco dell’anno offre svariati appuntamenti, religiosi e non, che sono momenti di svago e socialità ma anche di tradizioni e profonda cultura.
È vero, in passato probabilmente le feste religiose erano più numerose, ed oggi molte di esse sono andate perse, ma sappiamo con certezza che sono state sostituite con successo da altri avvenimenti altrettanto importanti per la comunità.
Vediamo cosa ci offre Milis nell’arco dell’anno.
19-20 GENNAIO, San Sebastiano: in termini religiosi questa è probabilmente la festa più sentita , sia perché San Sebastiano è il Santo patrono del paese ma anche perché alla sua intercessione si attribuisce la fine di una pestilenza. I riti religiosi si celebrano nella omonima chiesa. Se si è purtroppo persa la tradizione di accendere un grande falò, rimangono infatti i festeggiamenti civili in piaza con occasioni di divertimento per grandi e piccoli, musica, bancarelle, giochi e quant’ altro.
Già dal primi pomeriggio fino a tarda sera, ha luogo una grande zippolata per la quale pare si utilizzino non meno di due quintali di farina. Le frittelle vengono accompagnate da vernaccia e distribuite a tutti i presenti.
19 MARZO, San Giuseppe e sagra dei ceci: oltre che ricorrenza religiosa questa data rappresenta anche un momento di importante socialità. Infatti questa ricorrenza, iniziata nell’ anno 1881, si deve allo spirito caritatevole di un parroco, Don Giuseppe Mastinu che, in punto di morte, destinò i suoi scarsi averi ad una annuale distribuzione ai poveri di una minestra di ceci in occasione della festa di San Giuseppe (su cungiau de su predi).
Per preparare questo gustoso piatto si cucina il legume con finocchi selvatici, olio d’oliva e conserva di pomodoro.
Gli abitanti di Milis e i forestieri giunti per l’occasione, si ritrovano tutti insieme agli Istituti Riuniti per assaporare la prelibata pietanza. Chi vorrà portare a casa un po’ di ceci potrà sicuramente farlo, anche con la propria pentola, visto che questa è ormai una tradizione.
MARZO O APRILE,
Riti della Settimana Santa.
I riti della Settimana Santa di Milis sono piuttosto particolari e insoliti, probabilmente perché hanno radici molto antiche e utilizzano consuetudini apprese in passato, spesso errate perché non coincidono appieno con ciò che è la storia della passione di Cristo. Per il motivo appena detto alcune procedure sono state cambiate ma bisogna comunque citare come si svolgeva in passato il rito della morte e resurrezione di Gesù.
A seguire dal mercoledì delle Ceneri e ogni venerdi successivo ha luogo in parrocchia la via Crucis.
La domenica precedente a quella “delle palme”, alle ore tredici, un membro della Confraternita della Cappella del Rosario, con indosso un cappuccio, e quindi senza svelare la sua identità, si reca nella Chiesa di Santa Vittoria per rubare il “gallo”, ovvero una croce dipinta con le scene della passione, e la porta nella Chiesa di San Sebastiano. Durante il tragitto compiuto, il confratello veniva preso simbolicamente a sassate dagli abitanti di Milis. La sua identità verà svelata soltanto il venerdi santo. Di pomeriggio nella parrocchiale ha luogo una particolare preghiera “Su paracreu” e si svolge una piccolissima processione della cappella del Rosario fino all’altare con i confratelli incappucciati che portano il gallo. Al termine il parroco mostra la “vera croce” a tutti i presenti, ma successivamente nell’oratorio del Rosario, solo i confratelli hanno il privilegio di poterla baciare.
La Domenica delle Palme si ha la classica cerimonia di benedizione e distribuzione delle palme nella chiesa di Santa Vittoria. Si devono però spendere due parole sulla bellezza di tali simboli. La lavorazione è molto lunga e inizia addirittura da giugno dell’anno prima, quando le foglie delle palme vengono avvolte sull’albero stesso con un telo di Juta per impedire la perdita della clorofilla. Solo dopo molti mesi le palme vengono tagliate e lavorate. Nella distribuzione delle palme, c’è una gerarchia a seconda della raffinatezza e del tipo delle decorazioni, a partire da quella del parroco, a quelle delle prioresse del Rosario, dello Spirito Santo, ciascuna con diversa lavorazione , fino a quelle dei priori e alle più semplici destinate alla popolazione.
Nel pomeriggio si teneva un tempo la cerimonia di “attorite porte” durante la quale i confratelli chiusi all esterno della parrocchia, chiedono di entrare bussando tre volte. Il parroco apre la porta e ha luogo un adorazione. Purtroppo questo rito di antiche origini non si svolge più.
Giunti al Giovedì Santo, la tradizione popolare prevede che tre incappucciati, i penitenti, rappresentino il calvario di Gesù. Il penitente maggiore, scalzo, percorre la via Crucis fermandosi ad ogni stazione per recitare il Padre Nostro. Il parroco non partecipa a questo rito in quanto è evidente che durante questa fase abbiamo una forte incongruenza con ciò che dice il vangelo dato che in realtà questo doveva avvenire il venerdi. Probabilmente questo errore era dovuto al fatto che in passato si dava precedenza ai numerosi impegni dei priori e quindi si spostavano le celebrazioni in funzione delle disponibilità di questi.
Finita la rappresentazione si rientrava a Santa Vittoria e si deponeva il Cristo morto dalla lettiga sulla croce. Anche questo passaggio oggi non si effettua più.
Di pomeriggio si tiene la lavanda dei piedi, l’ultima cena e l’adorazione della croce. Quando i confratelli trasferiscono la statua con il Cristo a San Sebastiano, chi portava la croce dei penitenti durante la precedente processione tiene la croce sulle spalle, mentre gli incappucciati che portavano le scale vi prendono parte a capo scoperto. La croce viene esposta nella Cappella del Rosario per essere adorata dai fedeli.
Il venerdi alle sette e mezza del mattino ha luogo “S’inghiriedda”, cioè la ricerca di Gesù da parte di Maria.
Durante la processione che percorre il centro storico del paese si cantano le antiche preghiere , miste di latino e sardo, “in custa arruga est passau” e “vessilla regge”. Lungo il cammino i partecipanti seguono un ordine ben preciso: per primo il confratello che aveva rubato il gallo che svela cosi la sua identità, in seguito le croci nere con “s’intocca” (che simboleggia la sindone), le due lucerne, i confratelli, la statua di Maria e infine il parroco.
Nell’ultima stazione Maria trova il figlio che viene deposto in parrocchia. Qui notiamo facilmente un altro errore essendoci già il Cristo morto e la madre, mentre è ancora venerdi mattina e ancora deve avvenire la morte. Di pomeriggio i confratelli si occupano di portare la lettiga , che servirà per “s’iscravamentu”, da Sante Vittoria a San Sebastiano.
“S’iscravamentu” ha luogo di sera, e si allestisce una rappresentazione con due bambini che impersonano la Maddalena e San Giovanni, ci sono poi i giudei, e i soldati che prendono in custodia il cadavere di Gesù per deporlo nel sepolcro, rappresentato dalla magnifica “lettera” che si trova a Santa Vittoria . Anche durante questa manifestazione il parroco non è presente.
Al tramonto ha luogo quella che è probabilmente la via Crucis più importante, a cui partecipano gli “attori” della precedente rappresentazione, gli incappucciati e tutta la popolazione che segue un percorso nelle vie più antiche del paese.
A conclusione si ha una breve processione per accompagnare la Madonna a San Sebastiano durante la quale si canta la canzone “su perdonu”.
Infine la domenica mattina si ha “s’incontru” e la resurrezione di Cristo.
Abbiamo visto le tappe con le quali si svolge a Milis la Passione, abbiamo notato le discrepanze con quella che è la liturgia, ma sicuramente sappiamo che vale la pena conservare almeno in parte un rito tanto suggestivo, e un patrimonio di tradizioni che è giunto fino a noi. Per questo alcune delle incongruenze più evidenti sono state cancellate, ma moltre altre usanze sono rimaste intatte.
23 APRILE, San Giorgio: i riti si tengono nella seicentesca Chiesa di San Giorgio appena fuori dall’abitato, seguono processione, sfilate a cavallo con i costumi di Milis. Alla sera hanno luogo i festeggiamenti civili.
MAGGIO, Ortus Apertus: è una manifestazione organizzata dalla Pro Loco piuttosto di recente ma di sicuro sucesso; sono infatti numerosi gli abitanti che con il bel tempo primaverile si recano a piedi nella famosa vega di Milis, girando per gli orti più belli di aranci e mandarini e completando la passeggiata con un pranzo al sacco.
Allo stesso scopo di aggregazione a contatto con la natura, si tiene anche la passeggiata ecologica.
13 GIUGNO, Sant’Antonio da Padova: ricorrenza a carattere religioso ma anche con gli immancabili festeggiamenti civili in piazza.
29-30 GIUGNO, San Pietro e Paolo Apostoli:per Milis è una delle feste più importanti e dura tre giorni. I riti si celebrano nella chiesa romanico-pisana intitolata a San Paolo. Inoltre in questa data si ricorda anche il miracolo di San Paolo avvenuto nella medesima chiesa nell’anno 1675. I festeggiamenti in onore dei due Santi si susseguono numerosi con balli e manifestazioni folkloristike in piazza.
Seconda Domenica di LUGLIO, Madonna del Buon Cammino: Alla Madonna del Buon Cammino è dedicata la piccola chiesetta campestre che si trova fuori dall abitato di Milis. Infatti da qui fino al paese si svolge una processione per portare la Santa fino alla Parrocchiale. Dopo i festeggiamenti religiosi, trascorsa la settimana si riporta nella chiesa del Buon Cammino.
Prima settimana di AGOSTO, festival “la Vega”: il gruppo folk “Milis Pizzinnu” organizza ogni anno uno scambio culturale con altri paesi del mondo. Per circa dieci giorni i milesi del gruppo sono accolti in una nazione straniera, l’ospitalità ricevuta viene poi ricambiata a Milis. Durante tutto il periodo di permanenza degli ospiti si organizzano esibizioni folkloristiche di balli e canti nell’anfiteatrodel Palazzo Boyl.
Prima o seconda Domenica di NOVEMBRE, Rassegna dei Vini Novelli della Sardegna: Quest’ anno si è svolta la diciassettesima edizione di quella che ormai è una sagra di grande sucesso, anche perché è la manifestazione che porta a Milis più visitatori in assoluto. Anche se comunque chiamarla sagra è un po’ riduttivo perché è un evento particolare, che coinvolge diversi settori, dal turismo all’enologia ma anche gastronomia e folklore. La manifestazione, che inizia già dal sabato sera, si svolge nelle piazze del centro storico del paese, che vengono attrezzate con una ventina di stando (due dei quali riservati alla vendita dei calici per l’assaggio) assegnati alle cantine che espongono i loro prodotti. Inoltre si abbina una sorta di percorso gastronomico con dei punti vendita e degustazione. All’esterno del Palazzo Boyl “i percorsi del fusto” offre le produzioni tipiche dell’area geografica del Sinis-Montiferru (bottarga, casizzolu e bue rosso).
In concomitanza con la rassegna, rivolgendosi alla Pro Loco , sarà possibile effettuare visite guidate agli edifici storici, alle chiese e alle fontane di Milis. Ogni anno vengono organizzate esposizioni diverse, per fare un esempio questa volta era possibile visitare la mostra Micologica, la ricostruzione della bottega di un tipico venditore di agrumi malese, oltre alla sempre presente mostra dei Vini Novelli e Museo del Costume e del Gioiello sardo.
Inoltre artisti della zona espongono i loro manufatti artigianali.
Ma bisogna ricordare anche l’importanza di questo appuntamento per il comparto vitivinicolo dell’isola e per Milis, che pur non producendo vini, ribadisce il suo ruolo di centralità nella Sardegna. La rassegna dei Vini Novelli nacque nel 1988 per iniziativa della Pro Loco e dell’allora delegato dell Associazione Nazionale Sommeliers, Ernesto Collu, con lo scopo di far conoscere il vino novello, che si iniziava a produrre allora in Sardegna (all’epoca i vini esposti erano quattro, oggi venti), ma anche di coinvolgere un nuovo tipo di pubblico, i giovani e le donne. Oggi l’intento è anche portare avanti un progetto di valorizzazione del territorio giocando la carta del turismo enogastronomico.
I Novelli vengono valutati da un’apposita Commissione d’assaggio (composta quest’anno da una delegazione dell’Associazione Sommeliers della Facoltà di Agraria dell’Università di Sassari), segue poi la premiazione del vino ritenuto migliore.
L’evento raggiunge proporzioni veramente ragguardevoli per quella che è la realtà di Milis, con il record di presenze della passata edizione di trentamila visitatori.
Milis si prepara quindi a dare sempre il meglio di sé agli intenditori e a tutti gli amanti delle semplici e genuine tradizioni enogastronomiche dell’isola.
Per essere un paese di modeste dimensioni, Milis
nell’ arco dell’anno offre svariati appuntamenti, religiosi e non, che sono momenti di svago e socialità ma anche di tradizioni e profonda cultura.
È vero, in passato probabilmente le feste religiose erano più numerose, ed oggi molte di esse sono andate perse, ma sappiamo con certezza che sono state sostituite con successo da altri avvenimenti altrettanto importanti per la comunità.
Vediamo cosa ci offre Milis nell’arco dell’anno.
19-20 GENNAIO, San Sebastiano: in termini religiosi questa è probabilmente la festa più sentita , sia perché San Sebastiano è il Santo patrono del paese ma anche perché alla sua intercessione si attribuisce la fine di una pestilenza. I riti religiosi si celebrano nella omonima chiesa. Se si è purtroppo persa la tradizione di accendere un grande falò, rimangono infatti i festeggiamenti civili in piaza con occasioni di divertimento per grandi e piccoli, musica, bancarelle, giochi e quant’ altro.
Già dal primi pomeriggio fino a tarda sera, ha luogo una grande zippolata per la quale pare si utilizzino non meno di due quintali di farina. Le frittelle vengono accompagnate da vernaccia e distribuite a tutti i presenti.
19 MARZO, San Giuseppe e sagra dei ceci: oltre che ricorrenza religiosa questa data rappresenta anche un momento di importante socialità. Infatti questa ricorrenza, iniziata nell’ anno 1881, si deve allo spirito caritatevole di un parroco, Don Giuseppe Mastinu che, in punto di morte, destinò i suoi scarsi averi ad una annuale distribuzione ai poveri di una minestra di ceci in occasione della festa di San Giuseppe (su cungiau de su predi).
Per preparare questo gustoso piatto si cucina il legume con finocchi selvatici, olio d’oliva e conserva di pomodoro.
Gli abitanti di Milis e i forestieri giunti per l’occasione, si ritrovano tutti insieme agli Istituti Riuniti per assaporare la prelibata pietanza. Chi vorrà portare a casa un po’ di ceci potrà sicuramente farlo, anche con la propria pentola, visto che questa è ormai una tradizione.
MARZO O APRILE,
Riti della Settimana Santa.
I riti della Settimana Santa di Milis sono piuttosto particolari e insoliti, probabilmente perché hanno radici molto antiche e utilizzano consuetudini apprese in passato, spesso errate perché non coincidono appieno con ciò che è la storia della passione di Cristo. Per il motivo appena detto alcune procedure sono state cambiate ma bisogna comunque citare come si svolgeva in passato il rito della morte e resurrezione di Gesù.
A seguire dal mercoledì delle Ceneri e ogni venerdi successivo ha luogo in parrocchia la via Crucis.
La domenica precedente a quella “delle palme”, alle ore tredici, un membro della Confraternita della Cappella del Rosario, con indosso un cappuccio, e quindi senza svelare la sua identità, si reca nella Chiesa di Santa Vittoria per rubare il “gallo”, ovvero una croce dipinta con le scene della passione, e la porta nella Chiesa di San Sebastiano. Durante il tragitto compiuto, il confratello veniva preso simbolicamente a sassate dagli abitanti di Milis. La sua identità verà svelata soltanto il venerdi santo. Di pomeriggio nella parrocchiale ha luogo una particolare preghiera “Su paracreu” e si svolge una piccolissima processione della cappella del Rosario fino all’altare con i confratelli incappucciati che portano il gallo. Al termine il parroco mostra la “vera croce” a tutti i presenti, ma successivamente nell’oratorio del Rosario, solo i confratelli hanno il privilegio di poterla baciare.
La Domenica delle Palme si ha la classica cerimonia di benedizione e distribuzione delle palme nella chiesa di Santa Vittoria. Si devono però spendere due parole sulla bellezza di tali simboli. La lavorazione è molto lunga e inizia addirittura da giugno dell’anno prima, quando le foglie delle palme vengono avvolte sull’albero stesso con un telo di Juta per impedire la perdita della clorofilla. Solo dopo molti mesi le palme vengono tagliate e lavorate. Nella distribuzione delle palme, c’è una gerarchia a seconda della raffinatezza e del tipo delle decorazioni, a partire da quella del parroco, a quelle delle prioresse del Rosario, dello Spirito Santo, ciascuna con diversa lavorazione , fino a quelle dei priori e alle più semplici destinate alla popolazione.
Nel pomeriggio si teneva un tempo la cerimonia di “attorite porte” durante la quale i confratelli chiusi all esterno della parrocchia, chiedono di entrare bussando tre volte. Il parroco apre la porta e ha luogo un adorazione. Purtroppo questo rito di antiche origini non si svolge più.
Giunti al Giovedì Santo, la tradizione popolare prevede che tre incappucciati, i penitenti, rappresentino il calvario di Gesù. Il penitente maggiore, scalzo, percorre la via Crucis fermandosi ad ogni stazione per recitare il Padre Nostro. Il parroco non partecipa a questo rito in quanto è evidente che durante questa fase abbiamo una forte incongruenza con ciò che dice il vangelo dato che in realtà questo doveva avvenire il venerdi. Probabilmente questo errore era dovuto al fatto che in passato si dava precedenza ai numerosi impegni dei priori e quindi si spostavano le celebrazioni in funzione delle disponibilità di questi.
Finita la rappresentazione si rientrava a Santa Vittoria e si deponeva il Cristo morto dalla lettiga sulla croce. Anche questo passaggio oggi non si effettua più.
Di pomeriggio si tiene la lavanda dei piedi, l’ultima cena e l’adorazione della croce. Quando i confratelli trasferiscono la statua con il Cristo a San Sebastiano, chi portava la croce dei penitenti durante la precedente processione tiene la croce sulle spalle, mentre gli incappucciati che portavano le scale vi prendono parte a capo scoperto. La croce viene esposta nella Cappella del Rosario per essere adorata dai fedeli.
Il venerdi alle sette e mezza del mattino ha luogo “S’inghiriedda”, cioè la ricerca di Gesù da parte di Maria.
Durante la processione che percorre il centro storico del paese si cantano le antiche preghiere , miste di latino e sardo, “in custa arruga est passau” e “vessilla regge”. Lungo il cammino i partecipanti seguono un ordine ben preciso: per primo il confratello che aveva rubato il gallo che svela cosi la sua identità, in seguito le croci nere con “s’intocca” (che simboleggia la sindone), le due lucerne, i confratelli, la statua di Maria e infine il parroco.
Nell’ultima stazione Maria trova il figlio che viene deposto in parrocchia. Qui notiamo facilmente un altro errore essendoci già il Cristo morto e la madre, mentre è ancora venerdi mattina e ancora deve avvenire la morte. Di pomeriggio i confratelli si occupano di portare la lettiga , che servirà per “s’iscravamentu”, da Sante Vittoria a San Sebastiano.
“S’iscravamentu” ha luogo di sera, e si allestisce una rappresentazione con due bambini che impersonano la Maddalena e San Giovanni, ci sono poi i giudei, e i soldati che prendono in custodia il cadavere di Gesù per deporlo nel sepolcro, rappresentato dalla magnifica “lettera” che si trova a Santa Vittoria . Anche durante questa manifestazione il parroco non è presente.
Al tramonto ha luogo quella che è probabilmente la via Crucis più importante, a cui partecipano gli “attori” della precedente rappresentazione, gli incappucciati e tutta la popolazione che segue un percorso nelle vie più antiche del paese.
A conclusione si ha una breve processione per accompagnare la Madonna a San Sebastiano durante la quale si canta la canzone “su perdonu”.
Infine la domenica mattina si ha “s’incontru” e la resurrezione di Cristo.
Abbiamo visto le tappe con le quali si svolge a Milis la Passione, abbiamo notato le discrepanze con quella che è la liturgia, ma sicuramente sappiamo che vale la pena conservare almeno in parte un rito tanto suggestivo, e un patrimonio di tradizioni che è giunto fino a noi. Per questo alcune delle incongruenze più evidenti sono state cancellate, ma moltre altre usanze sono rimaste intatte.
23 APRILE, San Giorgio: i riti si tengono nella seicentesca Chiesa di San Giorgio appena fuori dall’abitato, seguono processione, sfilate a cavallo con i costumi di Milis. Alla sera hanno luogo i festeggiamenti civili.
MAGGIO, Ortus Apertus: è una manifestazione organizzata dalla Pro Loco piuttosto di recente ma di sicuro sucesso; sono infatti numerosi gli abitanti che con il bel tempo primaverile si recano a piedi nella famosa vega di Milis, girando per gli orti più belli di aranci e mandarini e completando la passeggiata con un pranzo al sacco.
Allo stesso scopo di aggregazione a contatto con la natura, si tiene anche la passeggiata ecologica.
13 GIUGNO, Sant’Antonio da Padova: ricorrenza a carattere religioso ma anche con gli immancabili festeggiamenti civili in piazza.
29-30 GIUGNO, San Pietro e Paolo Apostoli:per Milis è una delle feste più importanti e dura tre giorni. I riti si celebrano nella chiesa romanico-pisana intitolata a San Paolo. Inoltre in questa data si ricorda anche il miracolo di San Paolo avvenuto nella medesima chiesa nell’anno 1675. I festeggiamenti in onore dei due Santi si susseguono numerosi con balli e manifestazioni folkloristike in piazza.
Seconda Domenica di LUGLIO, Madonna del Buon Cammino: Alla Madonna del Buon Cammino è dedicata la piccola chiesetta campestre che si trova fuori dall abitato di Milis. Infatti da qui fino al paese si svolge una processione per portare la Santa fino alla Parrocchiale. Dopo i festeggiamenti religiosi, trascorsa la settimana si riporta nella chiesa del Buon Cammino.
Prima settimana di AGOSTO, festival “la Vega”: il gruppo folk “Milis Pizzinnu” organizza ogni anno uno scambio culturale con altri paesi del mondo. Per circa dieci giorni i milesi del gruppo sono accolti in una nazione straniera, l’ospitalità ricevuta viene poi ricambiata a Milis. Durante tutto il periodo di permanenza degli ospiti si organizzano esibizioni folkloristiche di balli e canti nell’anfiteatrodel Palazzo Boyl.
Prima o seconda Domenica di NOVEMBRE, Rassegna dei Vini Novelli della Sardegna: Quest’ anno si è svolta la diciassettesima edizione di quella che ormai è una sagra di grande sucesso, anche perché è la manifestazione che porta a Milis più visitatori in assoluto. Anche se comunque chiamarla sagra è un po’ riduttivo perché è un evento particolare, che coinvolge diversi settori, dal turismo all’enologia ma anche gastronomia e folklore. La manifestazione, che inizia già dal sabato sera, si svolge nelle piazze del centro storico del paese, che vengono attrezzate con una ventina di stando (due dei quali riservati alla vendita dei calici per l’assaggio) assegnati alle cantine che espongono i loro prodotti. Inoltre si abbina una sorta di percorso gastronomico con dei punti vendita e degustazione. All’esterno del Palazzo Boyl “i percorsi del fusto” offre le produzioni tipiche dell’area geografica del Sinis-Montiferru (bottarga, casizzolu e bue rosso).
In concomitanza con la rassegna, rivolgendosi alla Pro Loco , sarà possibile effettuare visite guidate agli edifici storici, alle chiese e alle fontane di Milis. Ogni anno vengono organizzate esposizioni diverse, per fare un esempio questa volta era possibile visitare la mostra Micologica, la ricostruzione della bottega di un tipico venditore di agrumi malese, oltre alla sempre presente mostra dei Vini Novelli e Museo del Costume e del Gioiello sardo.
Inoltre artisti della zona espongono i loro manufatti artigianali.
Ma bisogna ricordare anche l’importanza di questo appuntamento per il comparto vitivinicolo dell’isola e per Milis, che pur non producendo vini, ribadisce il suo ruolo di centralità nella Sardegna. La rassegna dei Vini Novelli nacque nel 1988 per iniziativa della Pro Loco e dell’allora delegato dell Associazione Nazionale Sommeliers, Ernesto Collu, con lo scopo di far conoscere il vino novello, che si iniziava a produrre allora in Sardegna (all’epoca i vini esposti erano quattro, oggi venti), ma anche di coinvolgere un nuovo tipo di pubblico, i giovani e le donne. Oggi l’intento è anche portare avanti un progetto di valorizzazione del territorio giocando la carta del turismo enogastronomico.
I Novelli vengono valutati da un’apposita Commissione d’assaggio (composta quest’anno da una delegazione dell’Associazione Sommeliers della Facoltà di Agraria dell’Università di Sassari), segue poi la premiazione del vino ritenuto migliore.
L’evento raggiunge proporzioni veramente ragguardevoli per quella che è la realtà di Milis, con il record di presenze della passata edizione di trentamila visitatori.
Milis si prepara quindi a dare sempre il meglio di sé agli intenditori e a tutti gli amanti delle semplici e genuine tradizioni enogastronomiche dell’isola.





