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SALUTO DI APERTURA DEL SINDACO DOTTOR GIOVANNI CROBE
XIX RASSEGNA DEI VINI NOVELLI DELLA SARDEGNA
Milis 9, 10, 11, 12 novembre 2006
Sabato 11 novembre 2006
Palazzo Boyl: Convegno Tecnico a cura dell’ERSAT
Coordinatore: prof Sergio Vacca.
Relatori:
Dottor Stefano Raimondi, direttore dell’ufficio vini e bevande dell’Istituto per il commercio estero: “L’export del settore enologico: un modo per esportare e comunicare tradizioni, cultura e storia di un popolo”;
Dottoressa Antonella Usai, direttrice del museo del vino di Berchidda: “Il Novello in Sardegna: un appuntamento autunnale che propone itinerari alla scoperta della nuova annata e dei luoghi del vino”;
Dottoressa Pina Pilloni Deidda, presidentessa dell’Associazione Regionale Sommeliers: “Risultati della Commissione d’assaggio”;
CONTRIBUTI di:
Dottor Renzo Coghe, assessore dell’agricoltura della provincia di Oristano;
Dottor Pietrino Scanu, presidente della Camera di Commercio di Oristano;
Dottor Franco Foddis, assessore dell’agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna.
SALUTO DI APERTURA DEL SINDACO DOTTOR GIOVANNI CROBE
Buon giorno a tutti, e ben venuti a questa nostra diciannovesima rassegna dei vini novelli della Sardegna: a me piace chiamarla “La festa dei vini novelli della Sardegna”. Ci tengo a sottolinearlo, perché questa non è una delle tante feste sarde, è l’unica festa dei vini novelli della Sardegna, celebrata con la cura attenta e solenne che merita.
Un saluto particolare rivolgo all’assessore regionale dell’agricoltura Franco Foddis, che in questo momento sopporta con coraggio tutto il peso di un settore che io ritengo sia ancora il più importante settore socio-economico della Sradegna, così come rivolgo un saluto particolare all’assessore provinciale dell’agricoltura Renzo Coghe e al presidente della Camera di Commercio della Provincia di Oristano Pietrino Scanu. Loro daranno certamente un notevole contributo a questo incontro.
Come è consuetudine ormai da ben diciannove anni, la rassegna si apre con un questo convegno di notevole importanza scientifica. Curato dall’ERSAT di Oristano, sotto la guida del direttore Marcello Onorato, vede l’apporto di relatori di grande prestigio ad incominciare da Stefano Raimondi, direttore dell’ufficio vini e bevande dell’Istituto per il commercio estero, per continuare con Antonella Usai, direttrice del museo del vino di Berchidda, Pina Pilloni Deidda, presidentessa dell’Associazione Regionale Sommeliers, assistita dai colleghi sommeliers che con lei hanno fatto parte della commissione di degustazione.
Il convegno è certamente il cuore e la mente della manifestazione. L’aspetto fisico, materiale, è la degustazione dei vini. Fanno da contorno altre varie iniziative, tutte di particolare interesse. Questo stesso palazzo Boyl ospita, per esempio, ben tre mostre di pittura, una esposizione di tappeti, l’esposizione degli arredi utilizzati dagli anziani del centro comunale di aggregazione sociale in occasione della realizzazione di un interessantissimo filmato sulla ricostruzione di un evento storico locale dei moti del 1794 con la rievocazione di usi e costumi di quel periodo, oltre alla mostra permanente del gioiello e del costume sardi ed al museo comunale etnografico.
La presenza nel palazzo delle mostre di pittura mi ispira, se me lo permettete, a dare una pennellata virtuale di sottofondo al convegno, una pennellata di natura ambientale, sotto due profili: uno per così dire bucolico e l’altro antropologico. Quello bucolico è ispirato dal fatto che il vino, e quindi anche il vino novello, è il prodotto per eccellenza dell’uva e l’uva è il prodotto della vite. La vite costituisce molta parte della verde chioma della nostra Italia e della nostra bella Sardegna. Ma, ahimè, nel recente passato, suggestionati da una certa politica comunitaria che sollecitava gli agricoltori a spiantare i vigneti per contenerne la superficie entro precisi parametri, si è proceduto a tosare abbondantemente questa chioma col risultato di aver certamente impoverito il nostro ambiente verde a fronte di un risultato economico che io non sono in grado di valutare in termini di vantaggio o svantaggio per la nostra viticoltura. Il profilo antropologico, più precisamente quello culturale, mi viene in mente pensando a chi sostiene che il vino novello non sia “vino”, ma qualcosa di diverso da esso. E’ vero, il vino novello si è affacciato relativamente da poco nelle nostre abitudini sarde, da circa venti anni. Ma è un alimento che conquista spazi sempre maggiori di anno in anno anche in Sardegna. Oggi, guarda caso, è San Martino. Per San Martino ogni mosto è vino. I nostri vignaioli erano soliti in questo giorno, e lo sono tuttora, andare in cantina e spillare un po’ di vino dalle loro botti almeno per accertarsi dello stato di maturazione e della sue promettenti qualità. Venendo qui, questa mattina, ho avuto il piacere di vedere che continua nei nostri abitati la tradizione, quasi goliardica, di apporre fascine di canne fresche alle porte delle abitazioni di personaggi più o meno noti per essere cultori di Bacco. Né è venuta meno l’usanza di approvvigionarsi nel nostro mondo agricolo della bevanda detta “pirizzolu” o “piricciolu” o “binizzolu”, etc., classificato come “vinello” ( che è tutt’altra cosa dal vino novello) da incominciare a bersi a poca distanza dalla vendemmia in attesa che il nuovo mosto diventi vino. Stiamo tranquilli quindi: la tradizione continua. E nulla vieta che essa si arricchisca di questo nuovo alimento. Piace, è gradito soprattutto dai giovani, con la sua freschezza porta soldi freschi ai nostri produttori dopo un anno di fatiche. E via! Accogliamolo festosi, perché dobbiamo, sì, conservare le cose del passato ma dobbiamo anche costruire e fare cose nuove, con l’accortezza di integrare bene le une nelle altre.
Infine debbo fare la parte del frate questuante che i colleghi dell’amministrazione comunale mi attribuiscono.
Signor assessore della Regione Autonoma della Sardegna, so bene che le scarse risorse di cui dispone anche la Regione costringono ai tagli finanziari che tanto fanno soffrire i comuni, soprattutto i piccoli comuni come il nostro. Ripeto, questa è la festa regionale dei vini novelli della Sardegna. Ebbene, chiedo un occhio di riguardo. Non tagliateci il vostro contributo. Anzi, vi chiedo di incrementarlo se vogliamo mantenere viva questa rassegna. Mi chiedo come sia possibile spendere migliaia e migliaia di euro per portare fuori dalla Sardegna e fuori dall’Italia i nostri prodotti agro alimentare da far conoscere ad un mercato che certamente ha grandi potenzialità per un ritorno a favore della nostra economia ma si lesinino, invece, poche migliaia di euro a favore di queste manifestazioni. Sarebbe opportuno, anzi, sperimentare, per esempio, anche nuove strade, incrementando queste nostre iniziative locali e incentivando la presenza a queste manifestazioni di ospiti provenienti da quei paesi. I nostri prodotti sarebbero certamente più apprezzati se gustati nei loro ambienti naturali e se ne avrebbe anche un notevole incremento turistico: due piccioni con una fava, in somma.
Grazie per l’attenzione che mi avete prestato e passo la parola al coordinatore del convegno, il milese Sergio Vacca.
SALUTO DI CHIUSURA DEL SINDACO DOTTOR GIOVANNI CROBE
Bene!
Abbiamo trascorso insieme più di tre ore e non ci siamo accorti del tempo, tanto sono stati interessanti i discorsi fatti. Io sono veramente soddisfatto di questo convegno, sia per l’eccellenza delle relazioni sia per i preziosi contributi dell’assessore provinciale dell’agricoltura, del presidente della Camera di Commercio di Oristano e, lasciatemelo dire, soprattutto dell’assessore regionale dell’agricoltura che ci ha fatto un quadro completo di come si muove attualmente la politica agricola regionale. Un particolare ringraziamento alla presidentessa dei sommeliers per aver ricordato il sommelier Ernesto Collu che venti anni fa, insieme con gli amici Paolo Mastinu, Mino Bagnolo ed altri, hanno dato inizio a queste manifestazioni annuali.
All’inizio ho pensato che la mia pennellata di sottofondo ambientalistico fosse fuori luogo, ma i continui richiami del prof. Vacca alla necessità di prestare attenzione all’ambiente nelle nostre attività sul territorio, come pure i richiami che ne sono venuti da altri interventi, mi hanno confortato. Ringrazio Sergio per aver condotto con vera maestria questo convegno e per il contributo dato durante il suo svolgimento con puntualizzazioni scientifiche su ciascuna relazione. Interessantissima la proposta che viene dal gruppo dei sommeliers. Nel richiamare l’attenzione sul fatto che la prossima edizione della rassegna celebrerà i venti anni della sua istituzione, i sommeliers propongono all’amministrazione comunale di celebrare l’evento con una manifestazione di stima nei confronti dei produttori di novello più affezionati alla rassegna. Io raccolgo l’invito e, compatibilmente con le risorse disponibili, sarà fatto. Speriamo che i nostri contribuenti istituzionali della rassegna (Regione, Provincia e Camera di Commercio) abbiano anche loro maggiori risorse per aiutarci a farlo.
Alla Proloco di Milis va dato atto che l’organizzazione apprestata è tale da far ritenere che anche questa edizione sarà di sicuro successo. Grazie al suo presidente Severio Mastinu e a tutti i suoi collaboratori, che ogni anno si accollano l’onere dell’organizzazione. E grazie all’ERSAT di Oristano, al suo direttore Marcello Onorato e ai suoi collaboratori. L’organizzazione di questo convegno e la mostra dei vini novelli, unitamente alla mostra, per il secondo anno, di varie bottiglie della produzione dei vini di alcune cantine sarde,è dovuta alla loro appassionata e competente opera. La mostra dei vini è allestita al piano terra dell’ala Ovest di questo palazzo. La sua visita è di grande interesse.
Io ringrazio, a nome dell’amministrazione comunale, tutti i relatori e tutti i partecipanti. L’appuntamento per tutti è al prossimo anno, per celebrare insieme il ventesimo anniversario della rassegna.
Tutti siamo invitati alla degustazione guidata di uno dei novelli presenti alla rassegna. Non mancate di visitare il palazzo, le mostre in esso allestite, ed il nostro centro abitato. Stasera festa per tutti tra gli stands dei novelli, con le caldarrosto e altri cibi della nostra trazione.
Grazie ancora a tutti e arrivederci al prossimo anno.
Milis 9, 10, 11, 12 novembre 2006
Sabato 11 novembre 2006
Palazzo Boyl: Convegno Tecnico a cura dell’ERSAT
Coordinatore: prof Sergio Vacca.
Relatori:
Dottor Stefano Raimondi, direttore dell’ufficio vini e bevande dell’Istituto per il commercio estero: “L’export del settore enologico: un modo per esportare e comunicare tradizioni, cultura e storia di un popolo”;
Dottoressa Antonella Usai, direttrice del museo del vino di Berchidda: “Il Novello in Sardegna: un appuntamento autunnale che propone itinerari alla scoperta della nuova annata e dei luoghi del vino”;
Dottoressa Pina Pilloni Deidda, presidentessa dell’Associazione Regionale Sommeliers: “Risultati della Commissione d’assaggio”;
CONTRIBUTI di:
Dottor Renzo Coghe, assessore dell’agricoltura della provincia di Oristano;
Dottor Pietrino Scanu, presidente della Camera di Commercio di Oristano;
Dottor Franco Foddis, assessore dell’agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna.
SALUTO DI APERTURA DEL SINDACO DOTTOR GIOVANNI CROBE
Buon giorno a tutti, e ben venuti a questa nostra diciannovesima rassegna dei vini novelli della Sardegna: a me piace chiamarla “La festa dei vini novelli della Sardegna”. Ci tengo a sottolinearlo, perché questa non è una delle tante feste sarde, è l’unica festa dei vini novelli della Sardegna, celebrata con la cura attenta e solenne che merita.
Un saluto particolare rivolgo all’assessore regionale dell’agricoltura Franco Foddis, che in questo momento sopporta con coraggio tutto il peso di un settore che io ritengo sia ancora il più importante settore socio-economico della Sradegna, così come rivolgo un saluto particolare all’assessore provinciale dell’agricoltura Renzo Coghe e al presidente della Camera di Commercio della Provincia di Oristano Pietrino Scanu. Loro daranno certamente un notevole contributo a questo incontro.
Come è consuetudine ormai da ben diciannove anni, la rassegna si apre con un questo convegno di notevole importanza scientifica. Curato dall’ERSAT di Oristano, sotto la guida del direttore Marcello Onorato, vede l’apporto di relatori di grande prestigio ad incominciare da Stefano Raimondi, direttore dell’ufficio vini e bevande dell’Istituto per il commercio estero, per continuare con Antonella Usai, direttrice del museo del vino di Berchidda, Pina Pilloni Deidda, presidentessa dell’Associazione Regionale Sommeliers, assistita dai colleghi sommeliers che con lei hanno fatto parte della commissione di degustazione.
Il convegno è certamente il cuore e la mente della manifestazione. L’aspetto fisico, materiale, è la degustazione dei vini. Fanno da contorno altre varie iniziative, tutte di particolare interesse. Questo stesso palazzo Boyl ospita, per esempio, ben tre mostre di pittura, una esposizione di tappeti, l’esposizione degli arredi utilizzati dagli anziani del centro comunale di aggregazione sociale in occasione della realizzazione di un interessantissimo filmato sulla ricostruzione di un evento storico locale dei moti del 1794 con la rievocazione di usi e costumi di quel periodo, oltre alla mostra permanente del gioiello e del costume sardi ed al museo comunale etnografico.
La presenza nel palazzo delle mostre di pittura mi ispira, se me lo permettete, a dare una pennellata virtuale di sottofondo al convegno, una pennellata di natura ambientale, sotto due profili: uno per così dire bucolico e l’altro antropologico. Quello bucolico è ispirato dal fatto che il vino, e quindi anche il vino novello, è il prodotto per eccellenza dell’uva e l’uva è il prodotto della vite. La vite costituisce molta parte della verde chioma della nostra Italia e della nostra bella Sardegna. Ma, ahimè, nel recente passato, suggestionati da una certa politica comunitaria che sollecitava gli agricoltori a spiantare i vigneti per contenerne la superficie entro precisi parametri, si è proceduto a tosare abbondantemente questa chioma col risultato di aver certamente impoverito il nostro ambiente verde a fronte di un risultato economico che io non sono in grado di valutare in termini di vantaggio o svantaggio per la nostra viticoltura. Il profilo antropologico, più precisamente quello culturale, mi viene in mente pensando a chi sostiene che il vino novello non sia “vino”, ma qualcosa di diverso da esso. E’ vero, il vino novello si è affacciato relativamente da poco nelle nostre abitudini sarde, da circa venti anni. Ma è un alimento che conquista spazi sempre maggiori di anno in anno anche in Sardegna. Oggi, guarda caso, è San Martino. Per San Martino ogni mosto è vino. I nostri vignaioli erano soliti in questo giorno, e lo sono tuttora, andare in cantina e spillare un po’ di vino dalle loro botti almeno per accertarsi dello stato di maturazione e della sue promettenti qualità. Venendo qui, questa mattina, ho avuto il piacere di vedere che continua nei nostri abitati la tradizione, quasi goliardica, di apporre fascine di canne fresche alle porte delle abitazioni di personaggi più o meno noti per essere cultori di Bacco. Né è venuta meno l’usanza di approvvigionarsi nel nostro mondo agricolo della bevanda detta “pirizzolu” o “piricciolu” o “binizzolu”, etc., classificato come “vinello” ( che è tutt’altra cosa dal vino novello) da incominciare a bersi a poca distanza dalla vendemmia in attesa che il nuovo mosto diventi vino. Stiamo tranquilli quindi: la tradizione continua. E nulla vieta che essa si arricchisca di questo nuovo alimento. Piace, è gradito soprattutto dai giovani, con la sua freschezza porta soldi freschi ai nostri produttori dopo un anno di fatiche. E via! Accogliamolo festosi, perché dobbiamo, sì, conservare le cose del passato ma dobbiamo anche costruire e fare cose nuove, con l’accortezza di integrare bene le une nelle altre.
Infine debbo fare la parte del frate questuante che i colleghi dell’amministrazione comunale mi attribuiscono.
Signor assessore della Regione Autonoma della Sardegna, so bene che le scarse risorse di cui dispone anche la Regione costringono ai tagli finanziari che tanto fanno soffrire i comuni, soprattutto i piccoli comuni come il nostro. Ripeto, questa è la festa regionale dei vini novelli della Sardegna. Ebbene, chiedo un occhio di riguardo. Non tagliateci il vostro contributo. Anzi, vi chiedo di incrementarlo se vogliamo mantenere viva questa rassegna. Mi chiedo come sia possibile spendere migliaia e migliaia di euro per portare fuori dalla Sardegna e fuori dall’Italia i nostri prodotti agro alimentare da far conoscere ad un mercato che certamente ha grandi potenzialità per un ritorno a favore della nostra economia ma si lesinino, invece, poche migliaia di euro a favore di queste manifestazioni. Sarebbe opportuno, anzi, sperimentare, per esempio, anche nuove strade, incrementando queste nostre iniziative locali e incentivando la presenza a queste manifestazioni di ospiti provenienti da quei paesi. I nostri prodotti sarebbero certamente più apprezzati se gustati nei loro ambienti naturali e se ne avrebbe anche un notevole incremento turistico: due piccioni con una fava, in somma.
Grazie per l’attenzione che mi avete prestato e passo la parola al coordinatore del convegno, il milese Sergio Vacca.
SALUTO DI CHIUSURA DEL SINDACO DOTTOR GIOVANNI CROBE
Bene!
Abbiamo trascorso insieme più di tre ore e non ci siamo accorti del tempo, tanto sono stati interessanti i discorsi fatti. Io sono veramente soddisfatto di questo convegno, sia per l’eccellenza delle relazioni sia per i preziosi contributi dell’assessore provinciale dell’agricoltura, del presidente della Camera di Commercio di Oristano e, lasciatemelo dire, soprattutto dell’assessore regionale dell’agricoltura che ci ha fatto un quadro completo di come si muove attualmente la politica agricola regionale. Un particolare ringraziamento alla presidentessa dei sommeliers per aver ricordato il sommelier Ernesto Collu che venti anni fa, insieme con gli amici Paolo Mastinu, Mino Bagnolo ed altri, hanno dato inizio a queste manifestazioni annuali.
All’inizio ho pensato che la mia pennellata di sottofondo ambientalistico fosse fuori luogo, ma i continui richiami del prof. Vacca alla necessità di prestare attenzione all’ambiente nelle nostre attività sul territorio, come pure i richiami che ne sono venuti da altri interventi, mi hanno confortato. Ringrazio Sergio per aver condotto con vera maestria questo convegno e per il contributo dato durante il suo svolgimento con puntualizzazioni scientifiche su ciascuna relazione. Interessantissima la proposta che viene dal gruppo dei sommeliers. Nel richiamare l’attenzione sul fatto che la prossima edizione della rassegna celebrerà i venti anni della sua istituzione, i sommeliers propongono all’amministrazione comunale di celebrare l’evento con una manifestazione di stima nei confronti dei produttori di novello più affezionati alla rassegna. Io raccolgo l’invito e, compatibilmente con le risorse disponibili, sarà fatto. Speriamo che i nostri contribuenti istituzionali della rassegna (Regione, Provincia e Camera di Commercio) abbiano anche loro maggiori risorse per aiutarci a farlo.
Alla Proloco di Milis va dato atto che l’organizzazione apprestata è tale da far ritenere che anche questa edizione sarà di sicuro successo. Grazie al suo presidente Severio Mastinu e a tutti i suoi collaboratori, che ogni anno si accollano l’onere dell’organizzazione. E grazie all’ERSAT di Oristano, al suo direttore Marcello Onorato e ai suoi collaboratori. L’organizzazione di questo convegno e la mostra dei vini novelli, unitamente alla mostra, per il secondo anno, di varie bottiglie della produzione dei vini di alcune cantine sarde,è dovuta alla loro appassionata e competente opera. La mostra dei vini è allestita al piano terra dell’ala Ovest di questo palazzo. La sua visita è di grande interesse.
Io ringrazio, a nome dell’amministrazione comunale, tutti i relatori e tutti i partecipanti. L’appuntamento per tutti è al prossimo anno, per celebrare insieme il ventesimo anniversario della rassegna.
Tutti siamo invitati alla degustazione guidata di uno dei novelli presenti alla rassegna. Non mancate di visitare il palazzo, le mostre in esso allestite, ed il nostro centro abitato. Stasera festa per tutti tra gli stands dei novelli, con le caldarrosto e altri cibi della nostra trazione.
Grazie ancora a tutti e arrivederci al prossimo anno.
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